Le opere di Nunzio Fisichella hanno i colori della notte e del buio, ma non sono mai cupi: la luce emerge, riflette, irradia l’oscurità.
Compare e prende spazio il cielo, che si connette con la percezione tattile del mare.
Il rosso, dall’alba, già vivida, all’intensità piena e totale del tramonto.
Una scala cromatica nella quale vivono e si esprimono le sue passioni: prima tra tutte, ma non solo, l’energia del vulcano.
Le tele appaiono maestose e cariche di ambizioni.
Ricordi, emozioni e frammenti, a lungo taciuti, emergono nei colori e nei tratti, alla ricerca di un centro, di un equilibrio che non può più essere precario.
Nunzio Fisichella si esprime a tinte forti e nelle sue opere si sommano segni, tratti di luce, schegge, graffi, esplosioni e sovrapposizione di materia.
L’occhio può leggere sulla tela il senso (segno) dell’artista, lo può seguire in camminate estreme, può osservarlo elevarsi senza seguire la via, può percepirne l’amarezza, intuirne il dolore o struggersi sentendo l’odore della speranza.
L’uso frequente e ormai inconfondibile della sabbia vulcanica lo aiuta a rendere i dipinti potenti come sculture, quasi con l’ambizione di raccontare l’intero processo sedimentario del magma: sono lavori che accarezzano, e ci fanno accarezzare, la superficie della Terra come fosse pelle delicatissima nonostante l’apparente rudezza della materia.
Nunzio Fisichella nasce a Catania, il 4 settembre 1968, città dove vive.